Fornellino ad alcool per la barca

In questo video è descritta l’autocostruzione di un fornellino ad alcool ricavato da materiale riciclato come i fondi delle lattine di birra o simili.
E’ di semplicissima costruzione, costo zero, piccolino e leggero e penso possa far comodo in una barca di piccole dimensioni (da usare sicuramente con le dovute cautele perchè l’alcool potrebbe essere pericoloso).

In rete si trovano tantissimi tipi di fornellini ad alcool autocostruiti ma a me questo mi è parso il più semplice, compatto e veloce da costruire e quindi ho provato a costruirlo personalmente.
Devo dire che funziona egregiamente e rimane acceso per circa venti minuti, il tempo di fare un caffè o bollire l’acqua per un the o riscaldare del latte.
Prossimamente devo provare a cuocere della pasta.

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Il trimarano di Mario Falci

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Il trimarano con il falso spigolo progettato e costruito dall’arch. Mario Falci

“Supponendo che nessuno ci abbia ancora pensato, ho messo a punto un sistema costruttivo che permette ad un autocostruttore di realizzare uno scafo in sandwich molto simile ad uno scafo curvo con un grado di difficoltà pari alla costruzione di uno scafo a spigolo. Ora partendo dal presupposto che non si crea mai niente dal nulla, non ho fatto altro che prendere a prestito il metodo cuci e incolla ed applicarlo con le opportune variazioni al foam come anima di uno scafo a sandwich. Le qualità del metodo cuci e incolla sono la rapidità di esecuzione e l’assenza di uno scalo. Il foam consente di avere spessori importanti e un materiale morbido e facilmente carteggiabile che permette di arrotondare gli spigoli e di avvicinare lo scafo a spigolo ad uno curvo. Mi sono preoccupato già in fase di progettazione degli scafi di limitare al massimo la difficoltà di montaggio dei pannelli ed ho circoscritto la parte difficile ad una unica striscia di collegamento tra chiglia ed opera morta. Per cui soltanto il 10% dello scafo presenta una certa difficoltà di realizzazione, il resto è a prova di dilettante. Mi interessava anche poter evitare all’operatore di lavorare in spazi angusti e ristretti dove sporcarsi di polvere e resina: questo desiderio ha favorito l’idea di laminare in piano e separatamente tutta la pelle interna degli scafi e delle traverse prima del montaggio definitivo. Immaginate di applicare questo sistema ad uno scafo cabinato e di sostituire la pelle in vetro o carbonio con del compensato: avremo con il montaggio dello scafo l’interno del cabinato già finito. Dovremo solo cordonare e nastrare tra di loro i pezzi ma il più sarebbe fatto!! ”
Mario Falci

” Agosto 2009
Finalmente ho varato il mio trimarano. Ho cominciato 5 anni fa disegnandolo e poi tutte le estati ho lavorato per 4/5 ore al giorno. Volendo navigare almeno l’ultima settimana di questa estate ho costruito una vela a chela di granchio provvisoria e sperimentale. Su quest’ultima siate buoni nei commenti; sappiate però che è costata pochi euro e dieci ore di lavoro per averla cucita a mano. Poco male, l’anno prossimo armerò la barca con una vela da formula 18″. Il poliscafo sarà utilzzato per il campeggio nautico. Lo scafo centrale ha una piattaforma rigida di 160cm x 200cm che accoglierà una tenda con tetto rigido ancora da costruire. questo tetto rigido farà in un certo senso da “coperchio” alla piattaforma quando si è in navigazione e verrà tirato su con una drizza in rada per la notte.”
MARIO FALCI

Video del varo:

Video in navigazione:

Immagini delle varie fasi di costruzione:
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